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DATE: 26 maggio 2018
LOCATION: Teatro S. Alfonso | Pagani
Concerto Sinfonico 26 maggio 2018

Il percorso novecentesco della stagione concertistica OFC è ulteriormente arricchito in questo concerto di chiusura dalle pagine di Luciano BerioQuattro versioni originali della Ritirata Notturna di Madrid di Luigi Boccherini e dal poema coreografico per orchestra La Valse di Maurice Ravel. In apertura del concerto spazio al mondo delle percussioni con lo strepitoso Doppio Concerto per vibrafono, marimba e orchestra di Emmanuel Sejournè, brano di una rara bellezza, grande virtuosismo e poco eseguito in ItaliaSolisti internazionali anche per l’appuntamento di chiusura con il percussionista Igor Caiazza, artista della Yamaha Music Group, con alle spalle una biografia che vanta già importanti collaborazioni con il Teatro alla Scala, la Mahler Chamber Orchestra, il Maggio Musicale Fiorentino e il percussionista francese Jean Baptiste Leclerè (foto di Maxime de Bollivier)principale percussionista dell’Opera National de Paris ed artista Zildjian Cymbals Company. Sul podio dell’Orchestra Filarmonica Campana il maestro Giulio MaraziaQuest’ultimo concerto sarà presentato in “anteprima” gratuita, la mattina del 25 maggio alle 10.00, per i giovani delle scuole secondaria del territorio nella rassegna PROVE APERTE. E’ un’iniziativa che vuole contribuire a formare gli ascoltatori di domani ed è rivolta alle scuole secondarie del territorio. Obbiettivo comune quello di favorire l’apertura di alcune finestre sul ruolo fondamentale svolto dall’arte musicale nel contesto della civiltà occidentale.

La Ritirata notturna di Madrid per quintetto d’archi era, ai suoi tempi, un pezzo così popolare che L. Boccherini lo trascrisse quattro volte per diverse combinazioni strumentali. Nel 1975 quando fu chiesto un breve pezzo per l’apertura di un concerto dell’orchestra della Scala, Berio decise di sovrapporre quelle quattro versioni della Ritirata e di trascriverle per orchestra con minimi adattamenti e mettendo in rilievo, verso la fine, alcuni saporosi “conflitti” armonici.

Ravel stesso, che per le Valses nobles et sentimentales aveva invocato «il piacere delizioso e sempre nuovo d’una occupazione inutile», ha messo in rilievo questa tensione oscura e drammatica della Valse quando la descrisse come un «turbinio fantastico e fatale». In vista della realizzazione scenica in forma di balletto era stato in realtà previsto un soggetto che di fatale aveva ben poco, perché La Valse avrebbe dovuto essere l’apoteosi del valzer viennese, il sogno d’un mondo sfavillante che riappare per un istante dalle nebbie del passato: «Nubi tempestose lasciano intravedere, a sprazzi, delle coppie che danzano il valzer: quando lentamente si diradano, si distingue un’immensa sala popolata da un folla volteggiante. La scena s’illumina progressivamente, finché, raggiunto il fortissimo, si accendono i grandi lampadari. La scena si svolge alla corte imperiale, verso il 1855». Il sussurrare misterioso dell’inizio, col suo fremito sordo che pulsa sotterraneo ma chiaramente avvertibile, indica che sta per venire alla luce qualcosa di luminoso: ma allo stesso tempo c’è un senso d’inquietudine, serpeggia l’ombra del dubbio. Ecco che, dopo parecchi tentativi d’emergere dalla bruma, il tema appare: è leggero, frivolo e frizzante e porta con sé un senso di felicità.

Orchestra Filarmonica Campana
Percussioni Igor Caiazza, Jean Baptiste Leclère
Direttore Giulio Marazia

Programma
Emmanuel Sejournè
Doppio concerto per vibrafono, marimba e orchestra

Luciano Berio
Quattro versioni originali della Ritirata notturna di Madrid di Luigi Boccherini

Maurice Ravel
La Valse per orchestra

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